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Humanistic Approaches

Alcuni approcci umanistici

Nelle ultime decadi del XX secolo vennero alla luce un numero di nuovi e radicali approcci, spesso raggruppati sotto il titolo di “umanistico” per il modo in cui si concentravano sul toccare abilità innate e capacità che si riteneva fossero presenti in tutti gli studenti.

Per esempio, suggestopedia è basata sull’approccio che il cervello abbia un grande potenziale non fruttato che possa invece essere utilizzato attraverso il potere della suggestione. Nelle loro lezioni iniziali, gli studenti ricevono robuste quantità di lingua straniera. Il testo è tradotto poi letto ad alta voce in maniera da enfatizzarlo con sottofondo di musica classica. Lo scopo è fornire un’atmosfera di totale rilassatezza e gioia, nella quale l’apprendimento è incidentale.

Utilizzando molto materiale linguistico si introduce l’idea che l’apprendimento della lingua sia facile e naturale. In una sessione successiva gli studenti utilizzano il materiale in varie attività comunicative.

Un altro esempio è il metodo del silenzio (Silent Way). Questa si propone di fornire un ambiente che mantenga il livello di insegnamento al minimo ed incoraggi gli studenti a sviluppare i propri modi personali di utilizzo degli elementi delle lingua introdotti. Nelle prime lezioni l’insegnante introduce alcuni vocaboli  e  alcuni verbi molto comuni (per esempio to take, to give, to pick up, to put) aggettivi, pronomi etc. e gradualmente allungando la lunghezza della frase (per esempio “prendi due regoli verdi e dalli a Michael”). Lo scopo è aiutare gli studenti ad essere autonomi , a selezionare le proprie frasi e a saperle controllare, con buona intonazione e ritmo. L’insegnante non ripete il materiale né fornisce frasi che lo studente debba imitare; non viene fatto nessun uso della lingua madre dello studente. Schemi contenenti vocabolario e guide colorate alla pronuncia vengono rese disponibili per permettere all’insegnante di guidare l’apprendimento dello studente dicendo il meno possibile.

Dato che gli studenti parlano di più tra di loro e l’insegnante dice di meno per questo motivo viene detto il “metodo del silenzio”.